La Banca Popolare di Crotone si fonde con la Materana

La storia della Calabria Bancaria è fatta di grandi fallimenti. Forse non tutti ricordano la fine ingloriosa della Cassa di Risparmio di Calabria e di Lucania che dopo vari passaggi oggi si chiama Carime ed controllata dal gruppo UBI. Sulla vicenda nessuno ha mai spiegato come sia stata possibile la cessione delle azioni da parte della fondazione Carical alla Cariplo che poi ha lentamente condotto alla perdita del controllo calabrese della più importante banca del mezzogiorno.Una sorte simile è toccata alla Banca Popolare di Calabria che è stata letteralmente fagocita insieme ai soci fondatori dalla Banca Popolare di Bari.
Per quanto riguarda la Banca Popolare di Crotone la storia è un pò migliore, nel senso che gli emilani della Banca Popolare dell’Emilia Romagna che controllano la banca calabrese hanno lasciato un buon livello di autonomia (ad iniziare dal mantenimento del nome) al management locale .
Nei giorni scorsi è poi arrivata la buona notizie dell’integrazione mediante fusione della Popolare di Crotone con quella del Materano che darà origine ad una nuova banca di dimensioni sovraregionali” che già operano nelle quattro regioni meridionali (Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia), in netta contrapposizione con la tendenza in atto di disaggregazione al Sud delle piccole banche che vengono inglobate in realtà più grandi perdendo il contatto diretto ed il radicamento con il territorio di riferimento. A distanza di sei giorni dalla decisione congiunta assunta dai vertici delle due banche, la capogruppo Bper, che detiene rispettivamente il 39,66 per cento della Bpc ed il 32,30 per cento della Materana, ha dato il via libera alla fusione che era stata già prospettata alcuni anni orsono, ma poi era rientrata.
La decisione della Bper è in coerenza con la politica fin qui seguita nel processo di acquisizione di nuove banche, una organizzazione federale che lascia immutate le prerogative dei diversi istituti sul territorio, ivi compresa la rappresentanza dell’azionariato locale e la gestione del credito, confermando il contatto diretto ed il radicamento con il territorio di riferimento, come ben sa la Bpc che da dodici anni sta operando in questa direzione.
Positivo senza riserve è stato il commento del presidente della Bpc, Franco Lucifero: “La fusione tra due banche, solide, sane e redditizie, quali la Popolare di Crotone e la Popolare del Materano, consorelle non solo perché appartenenti allo stesso gruppo bancario, ma soprattutto perché affini negli obiettivi e nell’aver saputo conquistare un’immagine positiva e radicata nei territori di riferimento, consentirà di creare un nuovo marchio bancario forte e competitivo, pronto a divenire il punto di riferimento per le famiglie, i professionisti e per l’imprenditoria sana e trasparente delle regioni del Sud”.
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