Danita Hübner: le regioni più povere stanno recuperando
Le regioni più povere d’Europa stanno recuperando il loro ritardo é questo che emerge dalla 5a relazione intermedia sulla coesione economica e sociale. La prima parte di questo documento analizza i risultati della consultazione pubblica, che era stata lanciata l’anno scorso sul futuro della politica regionale. La politica di coesione é percepita come strumento che favorisce la competitività e non soltanto come mero meccanismo della solidarietà . La seconda parte spiega i fattori che promuovono la crescita in Europa. La crescita é fondata su settori ad alta intensità di conoscenza. In attesa di conoscere i dettagli dello studio per valutare i dati calabresi, non si può che accogliere positivamente il dato generale.
Dalla consultazione pubblica emerge un forte sostegno all’ambiziosa politica di coesione per il dopo 2013 e come da tempo ripeto da questo blog quello che serve é: innovazione, innovazione, innovazione.
L’Europa ha bisogno di una forte politica di coesione dopo il 2013. Danuta Hübner, commissario responsabile per la Politica regionale, ha constatato oggi che su questa necessità si é registrato un consenso sulla base di più di 100 contributi pervenuti nel corso della consultazione pubblica. Il commissario ha parlato in occasione della presentazione della Quinta relazione intermedia sulla coesione economica e sociale. Il documento in due parti comprende una relazione in merito alla consultazione pubblica e un rapporto analitico sulle economie regionali da cui si evince che le regioni meno sviluppate continuano ad essere caratterizzate da una forte crescita corroborata da uno spostamento verso i settori del futuro.
Il Commissario Hübner ha ribadito: “I rispondenti hanno espresso chiaramente il loro impegno permanente nei confronti di una politica ambiziosa che svolga un ruolo maggiore per ridurre le disparità nell’Unione europea. La relazione intermedia indica che si sta realizzando una convergenza basata su fondamenta solide il cui motore é costituito da settori in espansione che, a nostro avviso, posseggono le maggiori potenzialità per il futuro.”
La politica di coesione dopo il 2013: relazione sulla consultazione pubblica
• Si é registrato un consenso quanto alla necessità di una politica di coesione europea nel contempo ambiziosa e aperta a tutte le regioni dell’UE; é stata fermamente respinta l’idea di rinazionalizzazione.
• Si sono sollecitati investimenti imperniati su priorità europee quali l’innovazione, l’istruzione, il sostegno alle piccole e medie imprese, le infrastrutture su scala UE e la lotta contro il cambiamento climatico. Si é chiesto inoltre che la politica diventi più “verde”.
• àˆ stato invocato un maggiore coordinamento tra la Politica di coesione e le altre politiche settoriali dell’UE alla luce della complessità dei cambiamenti nonchà©, in tale contesto, si é sollecitata la Commissione a rafforzare il legame tra la politica di coesione e la politica di sviluppo rurale.
• àˆ stata chiesta un’ulteriore semplificazione della politica, un maggiore coinvolgimento delle autorità locali e regionali.
• La cooperazione territoriale transfrontaliera, gli scambi transnazionali e interregionali sono considerati tra gli esempi migliori di un valore aggiunto europeo recato dalla Politica di coesione; i rispondenti chiedono che a tal fine vengano stanziate maggiori risorse.
Contesto: La prima parte della relazione intermedia fa la sintesi dei contributi pervenuti tra il settembre 2007 e il febbraio 2008 nel corso di una consultazione pubblica avviata dalla Commissione in merito al futuro della Politica di coesione. Sono pervenuti più di 100 contributi da parte delle autorità nazionali (hanno partecipato 17 Stati membri, il cui peso complessivo é pari all’80% della popolazione dell’UE), autorità locali e regionali, parti socioeconomiche, istituzioni universitarie e di ricerca. I contributi sono ora analizzati nel contesto della revisione del bilancio e delle riflessioni sulle priorità di spesa dell’UE.
Coesione economica e sociale: situazione e tendenze
• Le regioni più povere stanno recuperando: La seconda parte della relazione rileva una persistente forte crescita nelle regioni più povere. Tra il 2000 e il 2005 le regioni Convergenza (PIL pro capite inferiore al 75% della media comunitaria) hanno registrato una crescita del PIL pro capite più celere del 50% rispetto al resto dell’UE. In queste regioni anche il tasso di disoccupazione é sceso di 3 punti percentuali. Questa dinamica é stata determinata da un passaggio ai settori del futuro come si vede più oltre.
• Nelle regioni la crescita é concentrata nei settori ad alta intensità di conoscenze: La relazione identifica i settori con forti prospettive di crescita nel medio termine sia nelle regioni ‘Convergenza’ sia in quelle che rientrano nell’obiettivo ‘Competitività regionale e occupazione’. Questi settori sono: servizi finanziari e servizi destinati alle imprese; commercio, trasporti e comunicazioni; produzione manifatturiera ad alta e medio-alta tecnologia. Nel settore manifatturiero ad alta tecnologia si é individuato uno dei settori manifatturieri in cui l’UE mantiene un vantaggio competitivo. In esso rientrano la produzione di apparecchiature elettriche e ottiche, i presidi chirurgici, l’aerospaziale e i prodotti farmaceutici.
• Necessità di maggiori investimenti nell’innovazione, nell’istruzione e nella formazione: Nelle regioni più sviluppate la quota del PIL destinata alla ricerca e sviluppo (R&S) é di tre volte superiore a quella delle regioni Convergenza, ma di 15 volte inferiore a quella degli Stati Uniti. L’Unione europea investe anche una quota molto più bassa del proprio PIL nell’istruzione superiore: 1,2% rispetto al 2,9% negli USA.
La relazione intermedia può essere consultata al seguente indirizzo:
http://ec.europa.eu/regional_policy/sources/docoffic/official/reports/interim5_en.htm
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