Tanti soldi, niente sviluppo: l’UE mette sotto controllo Sicilia e Calabria
Bruxelles, 25 mar. (Apcom) – La commissione per il controllo di bilancio del Parlamento europeo (Cocobu) ha discusso, oggi a Bruxelles, un rapporto sull’uso dei fondi strutturali Ue per lo sviluppo regionale in Sicilia e Calabria presentato dallo studio Blomeyer & Sanz di Guadalajara (Spagna), in preparazione della missione che lo stesso Europarlamento invierà nelle due regioni dal 27 al 30 aprile. La commissione europarlamentare ha deciso di studiare in particolare Sicilia e Calabria a causa dei persistenti ritardi strutturali di cui soffrono, nonostante gli imponenti finanziamenti europei spesi nei decenni scorsi. Per il periodo 2007-2013, l’Ue ha stanziato per le due regioni 6,28 miliardi di euro: 1,93 miliardi andranno alla Calabria e 4,35 miliardi alla Sicilia, prendendo in considerazione entrambi gli strumenti finanziari comunitari per le politiche del settore, il Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) e il Fondo sociale europeo (Fse).
In Calabria e in Sicilia, “nel periodo di programmazione 2000-2006 ci sono stati problemi significativi per il monitoraggio e il controllo finanziario dei fondi europei per lo sviluppo regionale. Il monitoraggio é stato in gran parte limitato agli aspetti finanziari e procedurali; ed é stato invece debole sull’impatto e sui risultati” dell’intervento.
Inoltre, il rapporto riporta le considerazioni dell’Olaf (l’Ufficio europeo antifrode), secondo cui i programmi per il periodo 2000-2006 “mostrano un pi� alto livello di frodi sospette, quantificate sia come numero di casi che in termini di valore finanziario di tali casi in relazione alle somme pagate”, rispetto a quanto si é verificato nelle altre regioni italiane assistite dai fondi Ue. L’Olaf valuta che l’impatto di queste irregolarità finanziarie é pari all’1,1% del totale speso nelle due regioni, una percentuale che é circa quattro volte più alta di quella (0,24%) registrata nelle altre regioni meridionali assistite dal cosiddetto ‘Obiettivo 1′ dei Fondi strutturali comunitari. Nei programmi operativi di Sicilia e Calabria, prese insieme, é stato riscontrato il 12,6% del numero totale di irregolarità o frodi riguardanti i Fondi strutturali per l’Italia (160 casi su 1.265), corrispondente al 26,3% del volume finanziario interessato da queste irregolarità (80,4 milioni su 305,7 milioni di euro), riferisce l’Olaf.
L’impiego dei fondi strutturali comunitari “é  stato influenzato dal crimine organizzato”, si ricorda nel documento, ricordando che la Calabria é fra le regioni più colpite dal fenomeno. Ma, si osserva, “anche le altre regioni meridionali italiane (come Campania e Puglia) sono colpite”.
Nel periodo di programmazione in corso, 2007-2013, il rapporto nota che nelle due regioni c’é stato “un rafforzamento dei meccanismi di monitoraggio e controllo finanziario”, con una miglioramento delle capacità di gestione, delle strutture istituzionali e delle tecnologie informatiche impiegate.
Il rapporto, in particolare, saluta favorevolmente i controlli ‘di secondo livello’ effettuati dalla Sicilia, dopo che la Regione ha stabilito un ufficio apposito, responsabile unicamente per quest’attività . L’aumento dei casi di irregolarità nel periodo 2000-2006, si nota, deriva proprio dall’aumento dei controlli effettuati, in cooperazione con la Guardia di Finanza.
Per la Calabria, invece, viene sottolineato il lancio recente dell’ufficio regionale per gli appalti di infrastrutture (che ci si attende aumenti il livello di trasparenza, riducendo le irregolarità ), e il nuovo, più forte coinvolgimento nei controlli da parte delle province, nonché la cooperazione, lanciata dalla Regione nel settembre 2007, con le stesse province, il governo centrale e la Guardia di Finanza.
“Tuttavia – si legge nel documenti – resta da vedere se il controllo finanziario sarà in grado di fronteggiare meglio la continua pressione per l’assorbimento dei fondi” per raggiungere gli obiettivi prefissati, mantenendo l’attenzione alla qualità dei progetti. Le indicazioni attuali, conclude il rapporto, sono che “la regione Sicilia é oggi in una posizione migliore per far fronte a questa sfida, mentre in Calabria per avere dei miglioramenti nell’attuazione dei programmi dei fondi strutturali sarà necessario probabilmente allocare più risorse di quelle oggi disponibili”.
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