Lettera aperta del Prof. d’Atri al Governatore Draghi
In occasione della visita del Governatore della Banca d’Italia all’ateneo di Arcavacata, il Prof. Gianfranco d’Atri ha scritto una lettera aperta per inviatare il Governatore e l’intera comunità finanziaria a soffermarsi sul ruolo che il sistema bancario ha avuto ed avrà sullo sviluppo della Calabria
Illustrissimo Signor Governatore, colgo l’occasione della Sua visita nella Nostra Università per sottoporLe alcune questioni che, pur essendo in parte estensibili all’intero Meridione d’Italia e comunque di rilevanza nazionale, hanno un particolare impatto sulla Regione Calabria.Â
           L’atteggiamento critico del mio intervento, pur rivolgendosi al Suo specifico operato, affonda le radici nel passato di cui Lei é istituzionalmente l’epigono. Proprio in questi giorni la stampa “celebraâ” la fine della Cassa di Risparmio, episodio oramai storico ma simbolico e prodromico di eventi successivi, quali la liquidazione del Credito Cooperativo di Cosenza e l’assorbimento della Banca Pop. di Calabria .
Oggi, il sistema bancario calabrese, nella componente locale ed in quella nazionale, é inefficiente in rapporto agli standard nazionali, soprattutto per i servizi offerti alle imprese.
           Tali limiti divengono inaccettabili in una situazione in cui le stesse imprese sono in media inadeguate ai livelli di capitalizzazione e di gestione richiesti  delle nuove norme di Basilea2.
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           Purtuttavia, i prossimi anni vedranno ancora un enorme flusso di finanziamenti di provenienza europea, finalizzati allo sviluppo, e che necessariamente transiteranno per il sistema in maniera potenzialmente distorsiva della concorrenza e del mercato, se lo stesso sistema bancario non si doterà di una visione strategica, ma adotterà un approccio meramente contabile.
           Inoltre, Lei non può non sapere che il territorio Calabrese é interessato da fenomeni criminosi con impatto sulle transazioni finanziarie ed i rapporti economici – traffico di droga e usura realizzano i primati nazionali che in altri campi ci difettano-. Non é necessario una profonda analisi finanziaria per porsi un problema banale: dove si trova il denaro proveniente e funzionale a tali attività ? L’applicazione della normativa antiriciclaggio da parte del sistema é adeguata alla dimensione del problema?
E se la liquidità “facile┠– sia di origine politica che di origine malavitosa – prevale nella movimentazione della raccolta e degli impieghi, potrebbe verificarsi che nel territorio economico di Calabria la moneta cattiva scacci quella buona ?
           Le Sue spiegazioni e informazioni su queste domande ci interessano molto, ma le tracce che troviamo nei Suoi interventi pubblici (relazione del governatore, pag.14) non ci tranquillizzano, anzi ci preoccupa l’assenza di iniziative concrete riconducibili al Suo impulso.Â
Impulso che, fino a prova contraria, riteniamo limitato e compromesso dai problemi dell’assetto proprietario di Banca d’Italia, che persino il Signor Ministro sembra attendere dai vertici bancari e non da una progettualità condivisa. Noi vorremmo che Lei, nell’ambito della Sua funzione, stimolasse un pubblico dibattito che, nell’affrontare il tema della legittimità del Suo stesso ruolo (nuovo Statuto della Banca), individui un compito operativo per la struttura che possa incidere sul funzionamento del sistema in Calabria.
 Ci auguriamo che la Sua visita in un centro di eccellenza del Sud, quale é la nostra Università , sia l’inizio di una Sua riflessione pubblica che noi assumiamo l’impegno di proseguire.
Cosenza 5/03/07prof. Gianfranco d’Atri
Facoltà di Economia – Unical
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