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I Poveri Calabresi

Scritto da Paolo Spadafora
February 25, 2008

t_povert_141.jpgEconomia/Eurispes: crescono in Calabria i “lavoratori poveri”  (DNA)
 
Stimato dall’Eurispes un vero e proprio esercito di lavoratori poveri in Calabria, persone che malgrado un’occupazione a tempo pieno non riescono a sbarcare il lunario.

Cresce dunque l’area del disagio sociale alimentato da oltre 250 mila nuclei familiari in preoccupanti difficoltà economiche. Ennesimo appello del Presidente dell’Eurispes Calabria, Raffaele Rio:«La politica presenti proposte concrete per fronteggiare il preoccupante disagio dei calabresi e si liberi della sindrome di Grimilde. L’unica reale prospettiva è quella di riuscire a “fare gioco di squadra” in maniera seria, leale ed efficace, puntando sulle espressioni a più alto valore aggiunto presenti sul territorio regionale».

 

Giovane, non laureato, appartenente ad un nucleo familiare numeroso e residente in un’abitazione in affitto. È questo l’identikit del lavoratore povero tracciato dall’Eurispes Calabria. «Si tratta dei cosiddetti working poors – ha dichiarato il Presidente dell’Eurispes Calabria, Raffaele Rio – ossia di persone che pur avendo un’occupazione professionale hanno un tenore di vita molto vicino a quello di un disoccupato, poiché il salario risulta inadeguato a vivere dignitosamente. Lavorano, insomma regolarmente, ma il loro reddito non è sufficiente per coprire le spese minime necessarie. Un’area del disagio che sta alimentando il disorientamento dei calabresi. La politica offre una rappresentazione di sé – ha continuato Raffaele Rio – fatta di astio, di risse e di rancori, ripiegata sul procedere a vista nelle diverse questioni, più interessata a compiacersi davanti allo specchio, come Grimilde la matrigna di Biancaneve, che non a prendersi cura degli interessi e dei problemi dei calabresi. Quella che si afferma è la politica della enunciazione e della rappresentazione che non trova alcuna rispondenza nella realtà dei fatti. Il prodotto di questa deriva è il politico-transformer, concentrato sugli slogan e sulle espressioni accattivanti, ma vuoto di contenuti politicamente apprezzabili».

SONO QUASI 100 MILA I “NUOVI INVISIBILI”. Secondo le ultime stime dell’Eurispes Calabria realizzate elaborando i dati di Bankitalia e Istat, sarebbero circa 100 mila i lavoratori a bassa retribuzione presenti in Calabria. Ad avere maggiori probabilità di entrare a far parte dell’esercito dei nuovi invisibili, sarebbero alcune categorie della popolazione esposte ad un rischio maggiore di povertà nonostante la presenza di un impiego: donne, giovani, persone con livello di istruzione medio-basso. In particolare, i giovani, con il 30%, mostrano una probabilità circa tre volte superiore a quella degli adulti di percepire un basso salario, probabilità che decresce all’aumentare del livello di istruzione: i laureati hanno infatti una probabilità tra volte inferiore (7%) rispetto a chi ha solo l’obbligo scolastico (21%). A non riuscire a sbarcare il lunario, nonostante un lavoro a tempo pieno, sono principalmente gli operai, i commessi, i lavoratori autonomi e i pensionati.
«Le caratteristiche demografiche, il luogo di residenza, il livello di istruzione, la struttura della famiglia, la tipologia del lavoro svolto, uniti anche a variabili quali cassa integrazione o il sopraggiungere di una malattia grave – ha precisato Raffaele Rio – possono rappresentare gravi fattori in rado di compromettere seriamente il fragile equilibrio economico-finanziario di una consistente quota di nuclei familiari e di lavoratori. Come più volte ribadito dall’Eurispes, negli ultimi anni si sono estese le aree sociali di implosivo ed esplosivo disagio che hanno fatto emergere zone di preoccupante vulnerabilità sociale, accompagnate da tassi di incertezza e insicurezza senza precedenti. Anche il lavoro – ha continuato il responsabile sella sede regionale dell’Istituto di studi politici, economici e sociali – per lungo tempo considerato fonte di certezze e stabilità, è diventato sempre più atipico ed ha contribuito significativamente a mutare la rappresentazione del futuro all’insegna della precarietà, nobilmente declinata in termini di flessibilità ma che nella sostanza ha assunto la grigia connotazione del “nessuno pensi che il posto è fisso”.

IL DISAGIO SOCIALE COLPISCE OLTRE 250MILA FAMIGLIE. Il numero di famiglie a rischio di povertà in Calabria è pari a 81.643, che sommato ai 171.988 nuclei familiari conteggiati dall’Istat come “relativamente” poveri, porterebbe a 253.631 il numero di nuclei disagiati (pari al 34,4% del numero complessivo delle famiglie). È possibile stimare nel numero di 220.436 i soggetti a rischio di povertà, che sommati a loro volta a 531.168 individui quantificabili applicando al numero complessivo dei calabresi residenti in regione lo stesso indicatore di povertà relativa individuato dall’Istat per le persone residenti nel Mezzogiorno (26,5%) portano a 612.811 il totale complessivo dei disagiati in Calabria. In altri termini, ciò equivale a dire che almeno (considerato che si tratta di una stima per difetto) il 30,6% della popolazione calabrese versa in uno stato di quasi o totale indigenza socio-economica.
«In queste proporzioni – dichiara Raffaele Rio, Presidente dell’Eurispes Calabria – si va delineando un accrescimento del rischio anche nei confronti di quei gruppi sociali che fino a qualche tempo fa erano ritenuti al riparo dalla povertà. Il ceto medio, pur godendo di condizioni di vita accettabili, vive in uno stato di precarietà tale che un evento critico, non essendo sufficienti le riserve a disposizione, può far crollare il tenore di vita. Gli appartenenti a questa classe rischiano di passare rapidamente dall’essere non poveri oggi all’essere poveri domani. La Calabria – conclude Raffaele Rio – si trova a dover fronteggiare la situazione di precarietà e provvisorietà sociale di migliaia di famiglie calabresi che influisce sugli atteggiamenti individuali producendo senso di insicurezza, timore, e, a volte, un vero e proprio disagio psichico».

Regione Calabria

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Comment by unione nazionale dei lavoratori on 17 June , 2008 @ 12:50 pm

Nasce l’Unione Nazionale Dei Lavoratori
Princìpi fondamentali dell’U.N.L.:
Libera espressione di opinione
L’esercizio della democrazia e della libertà d’organizzazione nell’osservanza dei princìpi e degli obiettivi dell’U.N.L.
Il riconoscimento della persona umana indipendentemente dalle sue convinzioni politiche o religiose e dalla sua estrazione sociale, contro ogni forma di discriminazione di sesso, di razza e di cittadinanza

Obiettivi principali dell’U.N.L.:
Tutelare i diritti dei lavoratori, in servizio ed in quiescenza
Realizzare le aspirazioni di miglioramento professionale, economico e sociale nel quadro di un giusto ed equilibrato elevamento delle condizioni generali dei lavoratori
Promuovere il miglioramento dei livelli di sicurezza e delle condizioni ambientali del lavoro
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Organizzare i lavoratori in quiescenza al fine di rafforzare la loro tutela economica in un contesto di equilibrato “Stato Sociale” che assicuri pari dignità e tutela a tutte le generazioni, quale unica vera condizione del vivere insieme, del futuro generazionale, della cultura delle radici

Accrescere in generale il ruolo dei lavoratori nei processi di produzione, anche ove i sistemi di relazioni industriali siano basati sulla partecipazione e sul coinvolgimento dei lavoratori nelle scelte aziendali
Promuovere ricerche e soluzioni per i vari settori
Perseguire l’obiettivo di solidarietà e di cooperazione con i lavoratori e con le organizzazioni sindacali degli altri Paesi, al fine di sviluppare e sostenere, presso le istituzioni nazionali ed internazionali, una piattaforma di garanzie minime riguardanti, la sicurezza, gli orari e i requisiti professionali
Costituire una propria rete organizzativa a livello nazionale e territoriale a supporto della propria azione
Sottoscrivere accordi e protocolli in materia di politica economica e sociale
Stipulare contratti collettivi e integrativi di lavoro congiuntamente con i sindacati interessati.

info: unionelavoratori@libero.it

http://unionelavoratori.4000.it

Pingback by vivere in povertà laureati | VIRGILIO Ricerca | Web on 3 August , 2008 @ 5:10 pm

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