La calabria non cura i propri cittadini.
Anche quest’anno il Rapporto Osservasalute (presentato ieri a Roma) è tornato a fare il punto sulla salute degli italiani. Da anni ormai l’utile analisi, pubblicata dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane che ha sede presso l’Università Cattolica di Roma, ci offre un quadro generale (ma non per questo sommario) dello stato di salute della popolazione e della qualità dell’assistenza sanitaria nelle Regioni d’Italia. Il Rapporto è frutto del lavoro di 287 esperti di sanità pubblica, clinici, demografi, epidemiologi, matematici, statistici ed economisti distribuiti su tutto il territorio italiano, che operano presso Università e numerose istituzioni pubbliche nazionali, regionali e aziendali (Ministero della Salute, Istat, Istituto Superiore di Sanità, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto Nazionale Tumori, Istituto Italiano di Medicina Sociale, Agenzia Italiana del Farmaco, Aziende Ospedaliere ed Aziende Sanitarie, Osservatori Epidemiologici Regionali, Agenzie Regionali e Provinciali di Sanità Pubblica, Assessorati Regionali e Provinciali alla Salute).
La sanità italiana appare sempre più frammentata, anche a livello economico. Complessivamente il Ssn mostra un disavanzo strutturale complessivo pari a 43 euro a persona, ovvero quasi 2,5 miliardi di euro totali, non equamente distribuito. Si possono trovare infatti regioni virtuose al nord e al sud, che si sono rimboccate le maniche per recuperare il disavanzo, come la Provincia Autonoma di Bolzano e il Molise, e quelle, quali Lazio e Sicilia, che meritano la maglia nera, dove gli incrementi del disavanzo tra il 2003 e il 2006 sono stati rispettivamente di 159 e 141 euro.
E non è tutto, un altro dato che fotografa l’Italia divisa è quello sui disavanzi regionali: il SSN mostra ancora un disavanzo strutturale complessivo (pari a 43 € per persona, ovvero quasi 2,5 miliardi di € totali e con un incremento tra 2003 e 2006), non equamente distribuito, regioni del Sud.
La beffa arriva proprio in Calabria che si ritrova in avanzo, ma confrontando il dato con la spesa pro-capite questo avanzo, come accade anche per la Basilicata e in parte per le Marche, è probabilmente indice di “sottospesa”, a svantaggio dei cittadini.
Questi i dati significativi:
% Spesa sanitari/pil- Italia 6,4 – Calabria 8,77
Spesa sanitaria procapite: Italia 1.688 – Calabria 1.517
Disavanzo sanitario procapite (euro) : Italia +43 – Calabria -(meno) 103
spesa farmaceutica procapite (euro) Italia 228,80 – Calabria 284,90
cioò vuol dire che in Italia si spendono mediamente 43 euro in più di quelli programmati per ogni cittadino ed invece in Calabria si risparmiano 103 euro per ogni cittadino. Il calcolo è semplice 2 milioni di abitanti per 103 euro fanno circa 206 milioni di euro risparmiati sulla pelle dei calabresi.
Domandina per la nostra classe dirigente: avete fornito un servizio sanitario da terzo mondo, gli ospedali calabresi vengono chiusi dai NAS e poi scopriamo che i soldi invece ci sono e voi non li spedete. Perchè ???????????????
Ultima chicca da il Sole 24 ore ”La Calabria è la Regione con il maggiore avanzo grazie alle scarse erogazioni per l’assistenza ai residenti ”
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