Ci rubano anche il vento
Le inchieste sulle pale eoliche in Calabria stanno mettendo alla luce nuovi giacimenti di malaffare.
Come al solito ci risiamo, la ricetta é sempre la stessa: politici incompetenti e aziende che fanno solo il proprio lavoro: produrre profitti.
Gli esponenti del governo regionale hanno parlato dell’eolica come di un’occasione per l’economia calabrese forse perché (a voler pensare bene) si sono illusi delle potenzialità economiche offerte dalla necessità di produrre sempre maggiore energia da fonti alternative.
Purtroppo non é cosଠe la Calabria subisce l’ennesimo scippo. In Calabria hanno saccheggiato ormai tutto: fondi comunitari, cervelli, , servizi ed ora si punta a rubare anche ciò che ci é stato donato dal creatore: le risorse naturali.
L’acqua sta per finire nella mani delle multinazionali ed ora ci rubano anche il sole ed il vento.
Il “Cantico delle creature” calabrese verrà declamato in Spagna.
Il meccanismo é semplissimo: Gli spagnoli come piazzano in Calabria i campi eolici e concedono piccoli “riconoscimenti” ai politici locali: lavori di sbancamento, fornitura di operai ecc..
Un parco eolico installato non produce alcun posto di lavoro e, a parte qualche Kw per i proprietari dei terreni o i comuni che li ospitano, non producono nessuna ricchezza per il territorio che lo ospita.
Le imprese che piazzano le pale invece hanno energia quasi gratuita che per tanti anni verrà venduta agli italiani a caro prezzo e in più i certificati verdi che possono essere venduti a caro prezzo agli inquinatori di tutto il mondo.
Considerando anche la partita delle clementine dell’olio possiamo dire che Spagna batte Calabria tre a zero.
UN’IDEA!!!!
e se il vento calabrese venisse usato dai calabresi per creare ricchezza in Calabria?
Semplicissimo: 30 comuni mettono su una utilities company con un piccolo capitale sociale, si nomina un CDA i cui compensi sono legati ai Mw generati (cosଠnon ricevono nulla fino a quando gli impianti non entrano in funzione e poi guadagnano in base ai risultati conseguiti).
Poi si gira un pò di banche e si dice:vogliamo comprare 300 eliche abbiamo pochi soldi ma poi il pagamento delle rate dei mutui viene garantita dalle fatture di energia elettrica prodotta, ecc. si veda:
Banca Agrileasing finanzia un parco eolico
Associazione Nazionale Energia del Vento
http://www.clickutility.it/portal/page/categoryItem?contentId=61311
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E’ certamente un dato molto positivo che si stiano spendendo molti danari per la formazione degli universitari della Calabria all’estero. Assolutamente positivo! Sull’energia eolica e non la Regione non da voce alle università , ai centri di ricerca, ma solo ad imprenditori e politici. Molto strano e poco utile ai fini di un risultato concreto. In una regione con tanto sole e tanto vento quanta energia si potrebbe produrre? E quanto si potrebbe risparmiare in termini di servizi se ci fosse una classe politica veramente intelligente? Invece si finisce sempre in Procura. A proposito di vento specato debbo eccepire alla Regione Calabria l’assoluta incapacità di realizzare e/o finanziare progetti utili allo sviluppo orizzontale del territorio: le economie sociali, quelle che risollevano le classi sociali che vivono di artigianato e antichi mestieri, ad esempio. Sono tutti stermati e abbandonati gli artigiani che lasciano a favore di cinesi, cinesi, cinesi. Certamente é una questione di incapacità istituzionale. Solo il turismo potrebbe guarire l’economia calabrese ma alla bit si vedono ancora peperoncini e nduia. Ma i pacchetti? Spero che i gestori di CALABRIA EXCELSA che ho avuto modi di apprezzare con un gruppo di colleghi, possano risolvere il problema stando lontani dalle beghe. http://www.calabriaexcelsa.it – Sembrano extraterresti solo perché sono capaci.