Por Calabria: Ultimo Treno
Da il sole24ore del 03/04/2007
Vinicio Leonetti
I giudizi sul passato sono pesanti, le previsioni per il futuro poco incoraggianti. Ma il Por (Programma operativo regionale) 2007-2013 viene definito “l’ultima chance” per la Calabria dal presidente della Regione Agazio Loiero, che sui fondi strutturali gioca buona parte della credibilità del suo governo in carica da due anni. In ballo ci sono investimenti pubblici e privati per 12 miliardi, in una regione dove lo sviluppo s’intravede a sprazzi, la disoccupazione é fra le più alte del paese e il Pil resta molto distante da quello medio nazionale (65,2%).
Dai dati negativi registrati nella gestione dei fondi strutturali finora il governo Loiero vuole trarre una “lezione”. La parola d’ordine è¨: non ripetere gli stessi errori.
Un concetto che viene ribadito tante volte nel Dsr, il Documento strategico regionale presentato nel luglio scorso che anticipa gli obiettivi del nuovo Por. Gli organismi gestionali, secondo il Dsr, «hanno operato al di fuori di un quadro organico pluriennale di riferimento» e vengono accusati di «eterogeneità » e di «parzialità degli obiettivi perseguiti». Una condanna con un’unica attenuante generica: «Gli altri strumenti di pianificazione regionale e gli Apq (Accordi di programma quadro, ndr) erano ancora assenti quand’é partito il vecchio Por».
Prima di programmare i nuovi fondi strutturali, che probabilmente dopo l’allargamento dell’Ue dal 2014 non arriveranno più in Calabria, il Dsr mette le mani avanti e parte da un dato di fatto: «Oggi la Calabria si trova in una situazione altamente compromessa». Tanto che a Loiero appena insediato veniva più volte negato da Bruxelles un incontro con il commissario per i fondi regionali Danuta Hubner. E il governatore adesso commenta: «C’é poca fiducia dell’Ue nei confronti della Calabria, adesso ce la dobbiamo guadagnare». Ma in che modo?
I dati sul vecchio Por parlano chiaro. Nel rapporto del Comitato di sorveglianza del luglio scorso i conti sono patetici: su 4 miliardi a disposizione fino al 30 aprile 2006 ne erano stati impegnati 2,8 (69,2%) con erogazioni per 2 miliardi (51,5%). Cioé la metà dei fondi Ue disponibili nei Fesr (infrastrutture), Fse (servizi) e Feoag (agricoltura e ambiente), mentre per lo Sfop (pesca) appena il 39 per cento. E a dicembre dell’anno scorso, grazie ad una riprogrammazione effettuata in extremis a colpi di progetti “sponda”, si é evitato di perdere 528 milioni con il disimpegno automatico.
Il problema non era tanto la programmazione del Por ma chi l’ha gestito. Adesso si vuole cambiare registro partendo sia dalla “lezione” del passato sia dai nuovi criteri fissati da Bruxelles. A cominciare dalla tripartizione dei progetti in quelli d’interesse regionale, provinciale e sovraregionale e da una suddivisione dei comparti più semplificata e flessibile rispetto a prima.
La concertazione col partenariato sociale, economico e istituzionale é partita dallo scorso gennaio e finora sono venute fuori alcune priorità : il porto di Gioia Tauro, un progetto speciale per la Locride, l’intermodalità , i forestali, il credito alle imprese, le filiere produttive «solocalabria» e le autostrade del mare a corto raggio. Tutti obiettivi che riguardano la progettazione regionale, ma per quelle d’area (provinciale) e interregionale non sono ancora indicate priorità . E dopo una crisi della giunta regionale nella scorsa estate nata proprio su chi deve gestire i fondi strutturali, la concertazione continua nello scetticismo di imprenditori e sindacati. Poi la bozza di Por dovrà passare da giunta e consiglio regionale, per arrivare a Bruxelles ma passando prima da Roma. Un cammino lungo che vede la Calabria ancora troppo ferma nella sala d’aspetto dello sviluppo.
La Calabria prende casa a Bruxelles: 170mila euro all’anno
Un gran bel palazzone in Rond-Poin Shuman, di fronte al quartier generale della Commissione europea, a Palace Berlaymont. La Regione Calabria non riusciva più a stare senza una sede sua a Bruxelles, dal momento che tutte le altre Regioni ne avevano una. Ed ecco che il 28 febbraio c’é stata l’inaugurazione con il presidente Agazio Loiero. Al terzo piano c’é un grande appartamento ben arredato di 470 metri quadrati, «Casa Calabria», con cinque dipendenti regionali per riempirlo. Coinquilini del palazzo sono la Regione francese della Borgogna e quelle dell’Italia centrale, tra cui Toscana e Umbria, che però si sono consorziate per disunire i costi. Canone annuo per appartamento: 170mila euro.
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Comments
salve a tutti, vorrei sapere dove posso trovare altri informazioni sui POR,se qualcuno sa ,qualcosa mi puo contattare..grazie
Sono da tempo in attesa dei fondi POR vorrei informazioni particolari per aprire un’attività.
Quali requisiti?
Sopratutto, questi finanziamenti comunitari, partiranno?
Constatiamo che finalmente la Regione Calabria abbia colto l’importanza della banda larga come strumento per la competitività e lo sviluppo delle ns. aziende. Con qualche ritardo sì ma meglio tardi che mai. Esistono operatori WISP sul territorio calabrese che già da anni operano nel settore e nello specifico la WICAL ha creato una rete Hyperlan che copre la provincia di Vibo Valentia, Il porto di Gioia Tauro e la zona industriale-agricola di lamezia terme. Il vero problema in calabria non è tanto la distibuzione della banda larga ma quanto l’acquisto all’ingrosso, da noi la banda larga costa 3 volte che in Piemonte, Lombardia etc. e chi ne detiene una fetta importante è fortunato perchè non si riesce ad ottenere contratti di banda importanti per indisponibilità della stessa. Leggo con un pò di stupore il fatto che nel bando POR si fa passare la wireless come tecnologia ancora da assestare. I 500 utenti tra cui aziende importati del ns. territorio la usano da anni e forse non sono dello stesso avviso, visto che i costi di connessione sono molto ma molto inferiori a quelli che pagavano tramite operatori nazionali.
WICAL
ing. Solano
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